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Ha ancora senso differenziare marketing e PR?

Per anni marketing e PR sono stati considerati come membri di una stessa famiglia, come due fratelli, forse un po’ litigiosi. Ha ancora senso questa distinzione oggi? Non sono forse diventati una coppia di gemelli, o forse un’unica persona? In ogni caso, sembrano aver adottato le stesse strategie.
Ci chiediamo se nel 2019 ha ancora senso per un brand considerare le pubbliche relazioni – media relations, per molti – e, il marketing, come due mondi paralleli. 

L’inesorabile spinta tecnologica di questo ultimo decennio ha portato funzioni tipiche del PR, come l’ufficio stampa e la comunicazione istituzionale, a utilizzare un approccio che, come avviene nel marketing, si basa su dati scientifici. 

A qualsiasi professionista di PR sarà capitato di scrivere un tweet, estrapolato da un comunicato stampa, cercando di cogliere quella sfumatura che possa interessare quel target specifico. Questo, senza aver nemmeno iniziato ad addentrarsi nel mondo della statistica e dei big data. L’ottimizzazione dei pubblici di riferimento, grazie alla grande disponibilità di dati, già in parte resi meno grezzi dai principali canali di comunicazione digitali non poteva che cambiare il modo di fare PR.

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Ma qual è la differenza tra marketing e PR oggi?

Per un brand che ha saputo stare al passo con i tempi, un piano marketing efficace oggi permette di indirizzare i messaggi verso chi è interessato ad ascoltarli e percepirli. Il marketing deve utilizzare il meglio di quanto i big data possono offrire per servire, come Google insegna, al tuo cliente il piatto che stava per ordinare.

Dall’altro lato, le relazioni pubbliche permetto di intercettare un pubblico più vario, più ampio e in genere con abitudini di relazione e consumo meno prevedibili. Oggi, tuttavia, anche i messaggi inviati dal dipartimento di PR seguono le stesse logiche di quelli dei loro colleghi del marketing.

Tranquilli, non vogliamo certo dire che le pubbliche relazioni andranno a sparire facendosi fagocitare dal marketing, ma i due mondi saranno costretti a una maggiore integrazione e dialogo. Quel collega dell’ufficio marketing con il quale scherzi del weekend appena trascorso nel team meeting del lunedì, siamo certi, inizierai a frequentarlo più spesso.

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Il 2019 sarà l’ultimo di un decennio caratterizzato dalla possibilità sempre maggiore – grazie ai big data – di ascoltare il proprio pubblico e inviare messaggi a chi vuole riceverli. 

Nei prossimi anni – gli anni ’20 -, solo le aziende che avranno raggiunto una maturità digitale saranno in grado reggere la competizione e fare la differenza nel mercato.

Le aziende devono inevitabilmente chiedersi se sono sufficientemente mature digitalmente, se i dati che utilizzano sono quelli corretti e come li utilizzano all’interno di un’olistica strategia di comunicazione. 

Vuoi scoprire come creare una strategia di comunicazione partendo da contenuti di valore? Leggi questo articolo. Oppure scrivici qui, per iniziare a costruire un dialogo con il tuo pubblico.

Alla prossima & stay U-MAN!

 

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